Bagni termali

Luoghi da vedere in Val di Braies

La Val di Braies è strettamente collegata con i Bagni di Braies Vecchia e di Braies Nuova.
I bagni di Braies Nuova
I bagni di Braies Nuova
Anche la storia di questi bagni si perde nella notte dei tempi e non é dato sapere quando le sorgenti furono spillate la prima volta. La prima fonte ufficiale risale al 1690. A partire dal 1830, i Bagni di Erlach, con le loro sorgenti "Theresia" e "Jenny", attirarono già molti clienti, provenienti da zone vicine e lontane.
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I contadini credevano di poter guarire dai loro disturbi agli occhi e da lesioni vecchie e recenti ferite. I Bagni erano ideali per curare diversi disturbi. Ne potevano trovare grande giovamento sia persone corpulente e obese, sia individui esili, tisici e sofferenti di ematemesi. La popolarità di questi bagni chiamati Möselbad aumentò notevolmente. Sorsero nuove costruzioni, nuove stanze e cabine. In breve tempo i Bagni di Braies Nuova soppiantarono i rispettabili Bagni di Braies Vecchia. Lo sviluppo fu straordinario: ogni anno i bagni ospitarono 400 ospiti che trascorrevano settimane intere in mezzo ai boschi, al lago e all'aria pura. I Bagni di Braies furono l'espressione dello spirito del tempo. Il loro sviluppo la loro notorietà e infine il loro tramonto, fu molto simile ad altri bagni termali della regione alpina. Il primo colpo mortale fu assestato dalla prima guerra mondiale. Dopodiché anche i proprietari più zelanti dovettero cedere i bagni ai nuovi dittatori fascisti, finché la chiesa cattolica non ne prese il possesso adibendoli ad alloggi estivi.
Bagni di Braies Vecchia
Bagni di Braies Vecchia
I bagni termali risalgono a un'epoca di cui non vi è più traccia. Già nel 1490, un modesto e zelante taglialegna, nonché guardia forestale, al servizio dell'ispettore forestale goriziano, chiese il permesso ai Conti di Gorizia di costruire, presso la cosiddetta "sorgente del cervo" di Braies, alcuni edifici nei quali poter prestare assistenza a sofferenti e malati.
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Il consenso gli venne dal funzionario ministeriale. Dopo un anno, nel 1491, la Contessa Paola di Gorizia, visitò questa sorgente e fu miracolosamente curata da acuti dolori articolari.
In segno di gratitudine la contessa fece subito erigere la chiesetta gotica "im Moos" a Villabassa. In quell'epoca, la crescente popolarità delle terme fu altresì accentuata dall'ampia propagazione di altre malattie tra cui la lebbra. Nel periodo successivo il numero dei frequentatori delle terme crebbe notevolmente e la fama di queste ultime si diffuse ben oltre i confini. Nel 1501 l'Imperatore Massimiliano I, in occasione della sua visita a Dobbiaco, conferì ampi poteri feudali a questi bagni che si sarebbero dovuti trasformare in un'oasi della quiete e della guarigione. E fu proprio così. Quest'acqua possiede un grande potere essiccante, riscaldante, armonizzante, curativo, e procura numerosi benefici all’organismo, rimuove i grassi in eccesso eliminando il sudore superfluo ed è un valido aiuto in caso di lussazioni e fratture ossee. L'acqua sembrava proprio avere più numerose e miracolose proprietà curative. Nei secoli successivi, i Bagni di Braies Vecchia acquisirono una grande notorietà e furono oggetto di vari plausi.
Oltre alla vera e propria sorgente termale, la "sorgente del cervo", vi erano anche la "sorgente degli occhi" e la "sorgente d'acqua potabile". Sgorgava dalle rocce a una temperatura di 9°. Nel 1692 nei dintorni fu persino costruita una cappella in cui negli anni furono raccolte tantissime stampelle lasciate dai malati miracolosamente guariti. Tra il 1830 e il 1870 i Bagni di Braies Vecchia registrarono costantemente tra i 600 e i 1.000 clienti. Tra l'altro, i proprietari si alternarono in rapida successione in maniera alquanto singolare. Per questo motivo non sempre la qualità dei servizi offerti fu all'altezza delle aspettative dei clienti. Verso la fine del 19° secolo, l'epoca gloriosa dei Bagni di Braies Vecchia giunse gradualmente al termine. Furono soppiantati da nuove strutture, dai Bagni di Braies Nuova e dall'Hotel Pragser Wildsee. Nel 1950 furono definitivamente chiusi.